La persona giusta e i “legami chimico/biologici”

Mi sono spesso soffermata a pensare a quello che è il più grande sentimento esistente al mondo, in tutte le sue milioni di sfaccettature: l’amore.

Sentimento unico e indescrivibile, funziona ben peggio di qualsiasi sostanza chimica capace di inibire o attivare le capacità umane. Difficile descriverlo ulteriormente, in quanto, seppur accomuni l’intera biosfera, si presenta unico ad ogni occasione.

Alla base dell’amore c’è la possibilità (o il privilegio, come vogliamo chiamarlo?) di veder nascere e condividere lo stesso, con un’altra persona diversa da noi. Si possono amare gli animali (sono persone, altro che bestie!), i figli, gli amici, la famiglia, il partner. Ma come facciamo a capire quand’è amore? E soprattutto come facciamo a renderci conto di quanto l’altra persona sia quella giusta?

Quella giusta a condividere con noi una parte della propria vita, mescolata alla nostra, al fine di creare un destino insieme? Quando riconosciamo che l’altra persona con la quale condividiamo il sentimento sopra espresso è quella giusta?

Spesso accettiamo di uscire con persone ben diverse da noi, al fine di renderci conto che non è vero che “chi si assomiglia si piglia” e cominciamo ad esplorare mondi completamente diversi. In altri casi, c’è chi segue la regola e quindi frequenta solo persone con stessi interessi. Ma tra miliardi di persone esistenti al mondo e con la sola possibilità di incontrare e frequentare per lo più persone che vivono nella nostra stessa città o che conosciamo durante un viaggio, chi ci dice quando è giusto prendere le cose sul serio?

L‘amore a convenienza, quando decidi di stare con qualcuno nonostante tu abbia ben poco da condividere, non è argomento di oggi e lo mettiamo da parte. Ma definire una persona “giusta” per noi, significa conoscerla. Ed è vero che riusciamo a conoscere davvero una persona, diversa da noi, e decidere che probabilmente è quella con cui vogliamo passare il resto della nostra vita? E quando siamo ben convinti che sia così perché, in alcuni casi, un sentimento tale finisce?

Credo che conoscere davvero qualcuno sia impossibile, pertanto definire un’altra persona diversa da noi come la persona con cui condividere tutto, sia eccessivo. Talvolta neppure conosciamo noi stessi. Allora, perché decidiamo di “amare” una persona piuttosto che un’altra? La risposta è a noi sconosciuta, eppure il cuore lo sa: riconosce i sentimenti autentici per persone che poi, al passo della realtà, si possono anche rivelare sbagliate. La persona giusta è quella avente la stessa componente chimica. Non è una questione di personalità, ma solo di chimica. Infatti, ho accennato prima di quanto l’amore sia una sostanza chimica di “vitale importanza”.

La chimica ci lega a persone specifiche che abbiamo la fortuna di conoscere sul nostro cammino e ce le lascia amare e apprezzare. Finché il nostro organismo non cambia. E allora tutto cessa, così come per ogni cosa, l’amore è una miscela di bioelementi che tende a modificarsi. Quindi, ricordiamoci di evitare di riconoscere nel nostro partner la persona giusta, ma affidiamoci ai legami chimici: quando tutto cessa, vi è stato qualche cambiamento di materia. E vi dirò di più, siamo già fortunati: in natura esistono 92 e più bioelementi, eppure noi ci leghiamo davvero a massimo 4 o 6 persone circa. La biologia afferma che i principali bioelementi del corpo umano sono appunto 6. Sarà un caso, oppure l’amore è da considerarsi una scienza senza risposte effettive, ma che comunque è legata a chi siamo?

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