Questione di interesse

Non so se sentirmi fortunata a ritrovarmi “giovane” nell’epoca di whatsapp. Esattamente si, nell’epoca in cui per sentirsi e conoscersi si ricorre ad una connessione internet e un piccolissimo aggeggio. Rimpiango gli anni in cui (seppur io non li abbia vissuti!) si andava avanti di lettere o, al massimo, telefonate a casa. Gli anni degli amori sinceri, degli interessi reali, dove conoscersi era una piacevolissima esperienza. Oggi è diventata una routine: conosci la persona, le chiedi il numero perché tanto su whatsapp i messaggi non si pagano, gli scrivi per qualche giorno finché non scatta l’appuntamento, ci esci, la ringrazi per la bellissima giornata/serata ancora su whatsapp e #ciaone.

Dopodiché scatta il fatidico trucchetto: se vuole mi scrive lei. Oppure, quelli abituati alla routine, si limitano ad archiviare la conversazione e considerare tizio X un capitolo chiuso.

Ah, che tristezza. Gli anni in cui si spedivano lettere d’amore, l’interesse era qualcosa di veramente importante per attendere giorni e giorni la risposta dell’altro. Idem col telefono di casa, quando passavi ore a chiacchierare nell’attesa di rivederlo. Oggi whatsapp e i social vari, non solo hanno rovinato la magia di quei momenti, ma è il momento in sè e per sè che ormai non viene visto e vissuto da noi con tale magia.

Il tizio che dopo l’appuntamento controlla il tuo accesso su whatsapp e trova la scusa che “se non mi scrive lei, non gli scrivo”. Oppure quello che “Oggi il buongiorno tocca a lei”. Che cosa orrenda. Che squallore. Ma da quando i sentimenti si giocano a tavolino? Da quando l’interesse è manipolato da applicazioni per smartphone e tecniche seduttive da “perfetti imbecilli”?

Insomma, ormai è chiaro che l’epoca è veramente cambiata e non è affatto una nota positiva, neppure per quelli fidanzati che grazie a whatsapp risparmiano soldi in telefonate per sentirsi. Assolutamente no.

Perché, ragazzi miei, quando c’è interesse, non c’è tattica seduttiva o whatsapp che tenga: è la realtà che il cuore apprezza. Quindi, evitate di giustificarvi o di giustificare gli altri con scuse come “Forse aspetta che sia io a scriverlo”, che già “scriversi” è squallido. Almeno sull’interesse reciproco, siate consapevoli che se c’è…si vede.

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“Temptation Island” reality educativo per i “più cresciuti”?

Per chi non lo conoscesse è il reality estivo, giunto ormai alla seconda edizione, ideato dall’esperta di giovani del terzo millennio, Maria De Filippi.

Si basa sull’esperienza a distanza di varie coppie di fidanzati in villaggi estivi con donne e uomini single, per capire se i corrispettivi partners sono davvero innamorati.

Quest’anno abbiamo visto le storie più svariate di single troppo svegli e fidanzati sull’orlo della crisi esistenziale.

Può essere educativo un reality così? A suo modo, a mio parere, si.

In fondo, le donne single del villaggio dei maschietti rappresentano le single dei giorni d’oggi (qualcuna un pò più tr**a, qualcun’altra meno “socievole”). I maschi single del villaggio fidanzate, invece, corrispondono alla figura del maschio dei giorni d’oggi: partono spavaldi e sicurissimi, ma poi, dinanzi alle donne, per giunta “serie” e “fidanzate” si chiudono per evitare di mostrarsi per gli insicuri che sono e fare così una brutta figura.

Aurora è la classica fidanzata dall’indole zoccolagginosa, troppo dura e sicura di se per accontentarsi di un uomo poco alfa come Gianmarco.

Emanuele, invece, rappresenta l’uomo che fidanzato da lungo tempo con la donna giusta, becca una bella donna che ci sta e perché rinunciare alla tentazione? Così come hanno fatto Amedeo (la storia con Alessia era appena iniziata per giungere già al termine e lasciarsi ammaliare da una single troppo vuota) e Mauro (ormai cresciuto, trova la bella Marta, straniera e cavallesca, come resistere, prima di rinchiudersi di nuovo nel circuito dei “filf che nessuno si farebbe”?). L’unico che rimane sulle sue è Dario (che però ha già tradito, quindi non gli conveniva ripetersi, stavolta Claudia non l’avrebbe perdonato per nulla al mondo!). 21 giorni di tentazioni a cui cedere con delicatezza per poi tornare nel villaggio delle fidanzate, che dimostrano che le donne, seppur cambiate negli ultimi anni, conservano un’indole da “fedeli compagne innamorate” (Aurora a parte, l’eccezione che conferma la regola!).

Alessandra dimostra maturità e forza, perdona Emanuele perché naturalmente non butta via 3 anni…ma quanto le costerà questo perdono?

Isabella, ormai “anziana”, farà bene ad accontentarsi del meschino Mauro? Troppo ingenua ad accontentarsi di un uomo viscido.

Alessia, al colmo della gioia per le dimostrazioni d’affetto di Amedeo, neofidanzato, non può che esserne felice.

E i due Salvatore e Teresa? Seppur stiano insieme da poco ed è la fase della “passione”, un amore del genere li classifica come “la coppia antisociale”: quanto potrà mai durare questo bastarsi e cercarsi assiduamente a vicenda?

Insomma, in maniera consona all’ormai epoca sconsolata che ci appartiene, il reality ha fatto il suo dovere: ci dimostra l’amore e le sue sfaccettature dei nostri tempi.

L‘amore ha vinto? Mah, dettagli: in qualunque modo un amore possa vincere, c’è sempre da scendere a compromessi.

L’amore ai tempi dei social network

Avete presente quando vi capita di incontrare un tipo che finalmente trovate perfetto per voi, che si comporta come un vero galantuomo e vi porta a cena nei posti più belli della città? Solo che poi vi sorge il sospetto (a volte fondato!) che vi porti in posti simili solo perché molto distanti dalle zone in cui vivete entrambi, forse per paura di farsi vedere in vostra compagnia. Che flop!

Questo accadeva evidentemente un bel po’ di anni fa. Oggi, la stessa cosa, si è trasformata in un fenomeno mediatico: non è vero amore se non vi “condivide” su facebook, twitter, instagram e via dicendo. Insomma, ci siamo veramente ridotti a questo?

Mi capita spesso di ritrovarmi in bacheca foto di dolci coppie innamorate con frasi che farebbero invidia al buon Shakespeare! Sdolcinati o no, l’importante è mostrare sui social chi è il nostro partner! E soprattutto esagerare con frasi mai lette prima, dichiarazioni illustri che devono fare l’invidia delle altre coppie! “Perché noi siamo il meglio”.

In realtà, la stessa storia succede un pò per tutto: foto di serate, di cibo, di qualsiasi cavolata possa avvenire nell’arco della giornata di un utente. Eppure, l’amore non è visto come una cavolata, almeno non da tutti e non ancora a livelli strategici! E allora perché ci ostiniamo a ritenerci offesi se il nostro partner non ci “mostra” spesso? Forse, tornando alla storia dell’uomo che ci porta a cena solo nei luoghi dove non può incontrare chi lo conosce, la nostra è paura: di non essere importanti per l’altro, di non essere abbastanza. E nell’epoca dei social, “abbastanza” è una parola brutta: si è sempre sotto ai riflettori e se hai pochi “like” rischi l’emarginazione dalla società! Che brutta storia!

Apparirò troppo vecchia se dico “ricordo i tempi in cui”? Beh, correrò il rischio. Ricordo i tempi in cui la fiducia non era manipolata con la stessa mediocre estremità di oggi: quando bastavano dei fiori e parole scambiate a quattrocchi, per sentirsi speciali. Il progresso ci ha davvero ridotti così? La fiducia in un rapporto sta nel numero di condivisioni su un sito internet? Alquanto squallido a dirsi, peggio ancora a farsi.

Siamo donne già isteriche e uomini insicuri. Affidare ad un social anche i sentimenti è l’ultimo degli orrori. Perché non ritrovare il piacere di viversi e basta? Sarà che l’aumento del numero di deficienti in giro, ha danneggiato la nostra fiducia. Ma non è forse peggio dipendere da ideali e valori, come appunto l’amore, ridicolizzati in maniera simile?

Ritrovate il piacere di godere della realtà e lasciate perdere i social network! I momenti migliori si condividono animo contro animo, non con dei link! L’amore ai tempi dei social network è un vero passo indietro ed un’offesa ad una delle “esperienze sensoriali” più belle.

Forse, per Romeo e Giulietta sarebbe stato più facile: loro che non potevano vedersi e dovevano nascondersi dai loro parenti, avrebbero certo apprezzato un social dove è possibile sentirsi e videochiamarsi restando comodamente a casa.

Ma per noi che è tutto più facile, non lo è di certo per l’esistenza di un social network: non pensate di nascondere i vostri sentimenti reali, limitandovi a viverli su internet ed ad affidarvi alla condivisione di un amore per il gusto di “dimostrare”? Dimostrare cosa poi? Ripeto, che brutta storia. No, forse non sarebbe piaciuta manco a Romeo e Giulietta, i quali vivevano un amore reale, dove non c’è bisogno di apparire per gli altri.